La noia ai tempi del Coronavirus

 

 

Giorno 5. Asti dichiarata zona rossa, ma non proprio rossa, più arancione, che comunque nella scala cromatica è subito sotto al rosso. Si deve stare a casa. TUTTI. Tolti i primi entusiasmi del non dover per forza uscire e vedere gente, dopo un po’ ci si annoia.

E’ una settimana oggi che non vado a lavorare. Essendo immunodepressa e a rischio più di una persona sana mi è stato consigliato da neurologo e medico di base di passare questo periodo a casa, evitando i contatti esterni.

Lavorativamente ho attuato un metodo di ferie e permessi recuperati e fino a che ho giorni da scalare me ne sto a casa.

Non trovo per niente giusto il dover usare questo sistema, essendo in un momento di criticità ed essendo io soggetta a sviluppare malattie anche banali. Ma i vari decreti emessi in questi giorni non parlano di quanto noi, già sfigati nella norma, che combattono giornalmente con microbi, batteri e altri cazzi, non possano recarsi al lavoro, a contatto con il pubblico. Così non esiste una formula magica che consente di attuare una sorta di “mutua” o permesso lavorativo per poter godere di qualche settimana a casa per scongiurare il terrore di essere intubata o peggio ancora sotterrata senza nemmeno una funzione funebre.

Con una certificazione del medico che dichiara la mia immunodepressione e una mia autodichiarazione , che consiste nell’accettare di usare i giorni e le ore maturate eccomi qui sul divano a cercar di far passare i  tempo nel miglior modo possibile.

Vi racconto come scorrono le giornate tra una brioches e qualche notizia fake da facebook o telegiornali. Perchè si, le stronzate più grosse le ho sentite proprio durante i tg. Evito come la peste tutti i talk show, tra l’altro una buona notizia in questo marasma c’è stata e non dobbiamo dimenticarla.

BARBARA D’URSO CI HA INSEGNATO COME SI FA A LAVARCI LE MANI.

Suddetto scempio ha creato panico e ipocondria a milioni di persone che immobilizzate nelle loro casette ascoltavano cosa diceva quell’essere insulso.

Tolto la D’Urso la programmazione tv è sempre discutibile, ma non mi sorprende affatto. Abbiamo netflix, prime video e la playstation.

Io sto bene, non ho sintomi di nessun tipo e genere, hanno provato a farmi diventare ipocondriaca e per qualche giorno ci sono riusciti.

Ho misurato febbre e saturazione per 10 giorni tutti i giorni, almeno tre volte al giorno, 36.8 – 99% – 36.7 – 99% 36,5 – 99% 36.9 – 99% 36.7 – 93%.

93% di saturazione?? Cazzo sto morendo, ecco lo sapevo, mi sono beccata il virus, proprio io che dovevo fare ancora un sacco di cose, visitare un sacco di città, veder crescere mio figlio…. ah, no, scusate, avevo messo male il dito nella macchinetta. Meglio, ma che paura, vado a stendermi sul letto per rilassarmi perchè in 32 secondi mi è passata la vita davanti.

Le giornate non sono facili, i media ti martellano di morte, panico, ansia generale, stupidità generale. Bisogna rimanere coi piedi per terra.

Allora cucino. Cucino tutto quello che di commestibile trovo nel frigo. Moriremo si, ma non di fame. Questo è il mio motto.

Per chiarire non  sono una di quelle che ha preso d’assalto i supermercati, io cucino cos’ho negli stipetti dal 1997. Faccio intrugli mai visti di: riso basmati e carnaroli, con fagioli messicani Eurospin e patate dell’orto. Roba immangiabile, ma almeno sto facendo pulizia in casa.

Cerco come ogni volta di trovare il lato positivo. Ne ho una lista, che ho scritto in questa settimana. Devo fare il cambio degli armadi, devo lavare i vetri, stirare tutto lo stirabile, pulire il balcone, riposare, spazzolare il cane, stare con mio figlio (solo dopo aver pulito i vetri), dormire al mattino fino alle 9, ascoltare qualche buon vinile, scrivere sul blog.

Ed eccomi qui per farvi passare qualche minuto, leggendo qualcosa che non vi metta ansia.

Le scuole sono chiuse, stamattina assisterò alla prima lezione on line di Mattia. Che non è stato facile attivare la storia, eh! Scarica il programma, chiedi la password, il prof me la manda sbagliata, richiedi la password, giusta, apri, connetti, scarica, accedi, log in, nome cognome, password. ok entrati. Metti il numero di cellulare, guarda gli sms , il pin trascrivilo per verificare le credenziali, metti una mail, controlla l’arrivo del pin, mettilo per verificare, copia, incolla, fai la giravolta falla un altra volta. ce l’abbiamo fatta in solo due ore.

Questa reclusione mi sta facendo riflettere molto. Quanto ci piacerà appena potremmo , abbracciarci, andare in giro liberamente, fare la spesa quando vogliamo, andare al bar, al ristorante , a fare shopping. Abbiamo dato per scontato la nostra libertà, come abbiamo dato per scontato il fatto che siamo immortali ed invincibili.

Meditate, ma rimanete a casa. Ora ho da fare: un budino, un pezzo di puzzle e devo scendere a buttare la spazzatura; che poi mi fa paura scendere perché nel mio palazzo si sente tossire di continuo e non voglio incontare gente, malato o no che sia;per cui scafandro, mascherina e si scende a comandare. Vi aggiorno domani.

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